Monday, February 27, 2006

Maccheroni alla romanesca

Il freddo parigino di questa fine inverno mi ha spinta domenica fino al mercato di Buci, dove ho comperato della buona salsiccia dell'Aveyron, che abbiamo mangiato a pranzo con un Touraine 2004 Le Clos du Tue-Boeuf, produttore accurato e biologico.
Con l'avanzo della salsiccia (circa 120 grammi) questa sera ho preparato una pasta romanesca niente male. Ho spelato la salsiccia, l'ho ridotta a pezzetti e messa a soffriggere in una padella con olio, una cipolla rossa tritata e mezza carota tritata. Ho aggiunto del vino bianco (un cepage che non conoscevo: Melon, estremamente profumato, con una nota proprio di melone), una foglia di alloro (mmmhh, l'alloro, con il suo profumo di carne, di terra, di rame: è il punto di volta in cucina tra mondo animale, vegetale e minerale) e ho lasciato ridurre per 5 minuti. Poi ho aggiunto due pomodori a pezzetti e un po' di curry (mezzo cucchiaino). Ho cotto dei maccheroncini fini, quelli che in Francia si usano per il gratin, la cosa che avevo in casa di più simile ai bucatini. Scolata la pasta, l'ho saltata in padella, aggiunto parmigiano e pecorino grattati e mischiati insieme e molto pepe. Una delizia, ideale per far risalire il morale con questo freddo. Il vino, sempre dello stesso produttore, Le Clos du Tue-Boeuf, era un Cheverny, 100% Pinot Noir, pieno, rotondo e fruttato, davvero inaspettato piacere.

Gloria

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